giovedì 30 giugno 2016
martedì 28 giugno 2016
domenica 26 giugno 2016
sabato 25 giugno 2016
martedì 21 giugno 2016
lunedì 20 giugno 2016
domenica 19 giugno 2016
venerdì 17 giugno 2016
giovedì 16 giugno 2016
e io pensavo bè lui ne vale un altro e poi gli chiesi con gli occhi di chiedere ancora sì e allora mi chiese se io volevo sì dire di sì mio fior di montagna e per prima cosa gli misi le braccia intorno sì e me lo tirai addosso in modo che mi potesse sentire il petto tutto profumato sì e il suo cuore batteva come impazzito e sì dissi sì voglio Sì.
mercoledì 15 giugno 2016
martedì 14 giugno 2016
avrebbe dovuto dire
lunedì 13 giugno 2016
domenica 12 giugno 2016
venerdì 10 giugno 2016
Banksy, who else?
mercoledì 8 giugno 2016
lunedì 6 giugno 2016
venerdì 3 giugno 2016
martedì 31 maggio 2016
domenica 29 maggio 2016
notti bianche
L’anno scolastico termina generalmente con la fine di maggio, quando le Notti Bianche arrivano in questa città per restarvi per tutto il mese di giugno. Una notte bianca è una notte in cui il sole scompare dal cielo solo per un paio d’ore – un fenomeno ben noto alle latitudini settentrionali. Per la città il periodo più magico, quando si può leggere o scrivere alle due del mattino senza bisogno di una lampada e quando i palazzi, spogliati delle loro ombre e con i tetti ornati d’oro prendono l’aspetto di un delicato servizio di porcellana. C’è intorno una tale quiete che quasi si può udire il tintinnare di un cucchiaio che cade in Finlandia. Il rosa trasparente del cielo è così tenue che l’acquerello cilestrino del fiume quasi non riesce a rifletterlo. E i ponti si ripiegano, come se le isole del delta smettessero di tenersi per mano e si lasciassero andare adagio alla deriva, entrando nel filo della corrente, verso il Baltico. In notti simili è difficile addormentarsi, perché c’è troppa luce e perché ogni sogno sarà inferiore a questa realtà. Dove un uomo non fa più ombra, come l’acqua.
[Iosif Brodskij, Guida a una città che ha cambiato nome, in Fuga da Bisanzio, traduzione di Gilberto Forti, Milano, Adelphi 2008 (8), pp. 69-70]
venerdì 27 maggio 2016
mercoledì 25 maggio 2016
JF, [LEIO9N8AORD], pag.364
Erano contemporaneamente le cinque, l'una e le sette, il mese prima e il pomeriggio del giorno dopo.
martedì 24 maggio 2016
lunedì 23 maggio 2016
domenica 22 maggio 2016
martedì 17 maggio 2016
lunedì 16 maggio 2016
sabato 14 maggio 2016
lunedì 9 maggio 2016
domenica 8 maggio 2016
mammaggio
sabato 7 maggio 2016
venerdì 6 maggio 2016
martedì 3 maggio 2016
sabato 30 aprile 2016
domenica 24 aprile 2016
PC
Corona
Dalla mano l’autunno mi bruca la sua foglia: siamo amici.
Noi sgusciamo il tempo dalle noci e gli insegniamo a camminare:
il tempo ritorna nel guscio.
Noi sgusciamo il tempo dalle noci e gli insegniamo a camminare:
il tempo ritorna nel guscio.
Nello specchio è domenica,
nel sogno si dorme,
la bocca parla vero.
nel sogno si dorme,
la bocca parla vero.
Il mio occhio scende al sesso dell’amata:
noi ci guardiamo,
noi ci diciamo cose oscure,
noi ci amiamo come papavero e memoria,
noi dormiamo come vino nelle conchiglie,
come il mare nel raggio sanguigno della luna.
noi ci guardiamo,
noi ci diciamo cose oscure,
noi ci amiamo come papavero e memoria,
noi dormiamo come vino nelle conchiglie,
come il mare nel raggio sanguigno della luna.
Noi stiamo alla finestra abbracciati, dalla strada ci guardano:
è tempo che si sappia!
È tempo che la pietra si degni di fiorire,
che all’affanno cresca un cuore che batte.
È tempo che sia tempo.
È tempo.
è tempo che si sappia!
È tempo che la pietra si degni di fiorire,
che all’affanno cresca un cuore che batte.
È tempo che sia tempo.
È tempo.
(Traduzione di Stefanie Golisch)
Corona (da Mohn und Gedächtnis, 1952)
Aus der Hand frißt der Herbst mir sein Blatt: wir sind Freunde.
Wir schälen die Zeit aus den Nüssen und lehren sie gehn:
die Zeit kehrt zurück in die Schale.
Wir schälen die Zeit aus den Nüssen und lehren sie gehn:
die Zeit kehrt zurück in die Schale.
Im Spiegel ist Sonntag,
im Traum wird geschlafen,
der Mund redet wahr.
im Traum wird geschlafen,
der Mund redet wahr.
Mein Aug steigt hinab zum Geschlecht der Geliebten:
wir sehen uns an,
wir sagen uns Dunkles,
wir lieben einander wie Mohn und Gedächtnis,
wir schlafen wie Wein in den Muscheln,
wie das Meer im Blutstrahl des Mondes.
wir sehen uns an,
wir sagen uns Dunkles,
wir lieben einander wie Mohn und Gedächtnis,
wir schlafen wie Wein in den Muscheln,
wie das Meer im Blutstrahl des Mondes.
Wir stehen umschlungen im Fenster, sie sehen uns zu von der Straße:
es ist Zeit, daß man weiß!
Es ist Zeit, daß der Stein sich zu blühen bequemt,
daß der Unrast ein Herz schlägt.
Es ist Zeit, daß es Zeit wird.
Es ist Zeit, daß der Stein sich zu blühen bequemt,
daß der Unrast ein Herz schlägt.
Es ist Zeit, daß es Zeit wird.
Es ist Zeit.
martedì 19 aprile 2016
lunedì 18 aprile 2016
mercoledì 13 aprile 2016
ebree
martedì 12 aprile 2016
lunedì 4 aprile 2016
sabato 2 aprile 2016
venerdì 1 aprile 2016
giovedì 31 marzo 2016
lunedì 28 marzo 2016
sembrava
Il filosofo è in giro per l'America a tenere conferenze nelle università. Mi manda il suo nuovo libro.
S'intitola Stimmung e si riferisce allo stato di perplessità che precede il crollo schizofrenico.
E' accompagnato dal cosiddetto "sguardo della verità".
Tutto sembra carico di significato.
(Jenny Offill, Sembrava una felicità)
domenica 27 marzo 2016
mercoledì 23 marzo 2016
martedì 22 marzo 2016
lunedì 21 marzo 2016
primavera era primavera
Per quanto gli uomini si sforzassero, radunandosi a centinaia di migliaia in un posto piccolo, deturpando quella terra sulla quale si eran stretti, per quanto soffocassero la terra di pietre perché niente, in lei, nascesse, per quanto estirpassero ogni erba che spuntava, per quanto esalassero fumo di pietra, di carbone e di nafta, per quanto tagliassero alberi e cacciassero tutti gli animali e gli uccelli, la primavera era primavera anche in città.
[Lev Tolstoj, Resurrezione]
sabato 19 marzo 2016
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